Benvenuto don Alberto

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Benvenuto don Alberto

A ritmo serrato le emozioni si sono susseguite dopo il saluto a don Federico, domenica 25/10 abbiamo accolto don Alberto Brunelli come nostro nuovo parroco. Durante la celebrazione eucaristica domenicale il nostro Arcivescovo Lorenzo ha affidato a don Alberto la nostra parrocchia, la cui comunità si è affiancata nella gioia ai rappresentanti della Caritas diocesana, alle suore dell’Istituto Tavelli oltre ovviamente ad una rappresentanza del coro della cattedrale che hanno accompagnato don Alberto in questo nuovo incarico.

La celebrazione è stata emozionante e gioiosa come il saluto che la comunità ha voluto fare a don Alberto e che sotto vi riportiamo, a seguire anche don Alberto ha rivolto un saluto cordiale alla sua nuova comunità. Al termine ci si è spostati nel salone parrocchiale per un momento di convivialità.


Eccellenza Arcivescovo Lorenzo, don Alberto a nome della comunità parrocchiale del SS.Redentore e del suo Consiglio Pastorale vogliamo esprimere un profondo e sentito ringraziamento al Signore, che ci dona di vivere momenti come questi che sono segno di un’esperienza ecclesiale viva e forte che contraddistingue questa nostra comunità parrocchiale

Ti porgiamo, caro Don Alberto, il benvenuto più caloroso di tutti i parrocchiani. Sarai e ti sentirai pastore di tutti, senza eccezione alcuna. Ti accogliamo come padre, come guida, come fratello: sei il segno del Signore tra noi. Ti chiediamo di sostenerci continuamente nella fede, nella speranza e nella carità: aiutaci a vivere in comunione con Dio e in comunione tra di noi. Sii segno di unità sempre e ovunque e aiutaci ad essere una comunità unità, fraterna e solidale tra di noi e con il territorio che le appartiene. E laddove le nostre umane debolezze non lo favoriscano, sii sempre tra noi strumento di perdono e riconciliazione. Ti offriamo buona volontà, disponibilità, collaborazione…..

collaborazione: ecco lo strumento indispensabile, il desiderio che ci anima. Tu vieni a portarci Gesù, a parlare di lui ai nostri ragazzi, a farlo riscoprire dai nostri giovani, a presentarlo alle famiglie, a renderlo sempre più vicino nell’anziano. Gesù ci è indispensabile per costruire una civiltà dell’amore. E noi saremo lì vicino a te a sostenerti, a darti una mano, impegnati a crescere insieme perché consapevoli della importanza della tua missione, della assoluta necessità di Vangelo di cui abbiamo bisogno come comunità. La collaborazione diventa quindi qualcosa di più profondo e impegnativo: diventa corresponsabilità. Trasmettere la fede alle giovani generazioni non è compito esclusivo del sacerdote e di alcuni educatori che si impegnano nella catechesi e nella formazione dei ragazzi. È e deve essere l’impegno primario a cui tutta la comunità deve orientare i suoi sforzi e le sue preghiere. Se la fede, in quanto dono di Dio, nessuno la può trasmettere o lasciare in eredità, tuttavia è nostro compito infondere nei nostri fratelli e in particolare nei giovani la passione per Gesù e il suo Vangelo, una passione che apre le porte all’incontro con Lui: è infatti questo incontro, solo questo incontro personale con il nostro Signore, che alimenta e fortifica la fede.

Il santo curato d’Ars patrono dell’anno sacerdotale diceva :“Un buon pastore, un pastore secondo il cuore di Dio, è il più grande tesoro che il buon Dio possa accordare a una parrocchia” e noi oggi riceviamo in dono da Dio il nostro nuovo pastore.

Desideriamo porgerti un dono come segno della nostra accoglienza.

Uniti nel Signore.

La Comunità del SS.Redentore.

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